Animali gay?

November 10th, 2011 by

Mi sta capitando di dibattere tra i commenti ad un video di youtube (quì) riguardo l'omosessaulità.
Uno dei cavalli (o dei cavilli) di battaglia per presentare l'omosessualità come "naturale" è quello dell'omosessualità negli animali. Questo è un vero e proprio filone parascientifico che analizza dei comportamenti animali in funzione di categorie prettamente umane. Due maschi o due femmine che si trattengono troppo tempo insieme (magari per alleanze o funzioni nel branco) vengono definiti gay, alcune scimmie o leoni (vaglielo a dire che sono gay) che utilizzano i propri genitali per sottomettere altri maschi diventano omosessuali. In realtà se ci fosse vera e propria omosessualità negli animali, questi si sarebbero estinti (andando questo contro l'istinto di riproduzione, cioè la stessa natura) da un pezzo. Questo dovrebbero spiegare quelli che addirittura propongono di costruire uno zoo per animali gay a S. Francisco (quì). Infatti al di là dele iniziative ideologiche che indicano una malattia sociale due pinguini che facevano fatica a socializare con le femmine sono stati separati, per il bene della loro specie (quì). Addirittura due anni fa due pinguini maschi che erano diventati l'icona gay di S. Francisco, con tanto di storia da rotocalco rosa (stucchevole questa umanizazzione degli animali sfruttati per fini politici) hanno contraddetto tale interpretazione e uno dei due ha "scelto" di accoppiarsi (quì). Questo indica quindi come l'ideologia gay sia penetrata in abito scientifico, ma il paragone con gli animali non regge sotto altri profili. Quello che può sembrare naturale per un animale non lo è necessariamente per l'uomo. Molti animali abbandonano (alcune specie la mangiano anche) la prole eppure questo stesso comportamento non è naturale per gli uomini. Naturale poi ha un significato più elevato che è quello della dignità di una funzione corporea. I sessi dell'uomo (che sono due per chi non lo sapesse) che marcano i due generi (che sono sempre due per chi non lo sapesse) sono fatti per stare uno insieme all'altro, ogni altra cosa è una perversione più o mano rgande da questa finalità iscritta nel proprio corpo. Spesso si sente dire, per deresponsabilizzare i comportamenti e imporne l'accettazione, che ci sia un determinismo genetico (anche se ci si nascesse comunque esiste il libero arbitrio) dietro l'omosessualità. Oltre a non essere dimostrato (al massimo condizioni che possono predisporre) e non poterlo essere (che allora sarebbe una specie di impotenza psichica), molte situazioni fanno pensare esattamente il contrario. Lo shock di un ictus ha recentemente cambiato l'orientamento sessaule di un rugbista (quì), meno male per lui che è diventato gay (ora è pure parrucchiere, biondo platino) se no sarebbe stato perseguitato come Luca di Tolve esempio vivente delle bugie propinateci anche in una veste pseudoscientifica.

Posted in Senza categoria

4 Responses

  1. NathalieFinch

    Dunque: vanno precisate alcune cose.
    Innanzitutto non è l'omosessualità che entra nella scienza. Casomai la scienza studia la natura ed espone come stanno i fatti. Se non è ancora in grado di spiegare un fatto, apre nuove domande in modo che si possano cercare le risposte. L'uso che si fa delle conclusioni della scienza dipende da chi ne fa uso.
    Dissento da chiunque utilizzi "la natura" a giustificazione delle proprie azioni. Sia da chi sostiene che in natura l'omosessualità esiste e quindi è uguale a quella umana, sia da chi sostiene che l'evoluzione non vorrebbe mai l'omosessualità, perchè altrimenti si estinguerebbe la specie umana.
    La seconda cosa, che forse è la più importante, è che non esiste "paragone" tra uomini e animali. Gli uomini sono animali: l'ossitocina, l'adrenalina e noradrenalina e altri ormoni/neurotrasmettitori mediano le stesse emozioni e gli stessi comportamenti, nel caso dell'ossitocina, per esempio, un'emozione di tenerezza protettiva e un comportamento di accudimento. Ignorare l'universalità, non solo trasculturale, ma anche transpecifica, delle emozioni e dei comportamenti significa non sapere di cosa si sta parlando. Nello specifico, lei non conosce la sociobiologia. Cosa che di per sè non è un reato, basta non parlarne facendo finta di sapere di che cosa si sta parlando.
    Non c'è rottura tra specie umana e specie animale, condividiamo con gli scimpanzè il 98% del codice genetico: è ridicolo pensare che gli esseri umani siano totalmente diversi o che si debbano utilizzare criteri diversi.
    E qui introduco la terza precisazione.
    La differenza tra esseri umani e animali sta nel linguaggio e nella possibilità di dare un senso alle cose: gli animali vivono, gli uomini danno un senso. Provano dolore quando perdono i propri cuccioli, provano tenerezza per la prole, provano piacere e disgusto esattamente come noi. La differenza è che noi a queste emozioni diamo un senso e le inseriamo nella nostra storia di vita, perchè della vita percepiamo la finitezza.
    L'evoluzione dà quindi delle indicazioni e il modo in cui ciascun essere umano dà senso a queste indicazioni dipende dalla cultura in cui è immerso, dalla società in cui vive, dalle proprie caratteristiche temperamentali e dalla propria storia di vita.
    "La natura", come lei la chiama, da un punto di vista biologico, offre sia la riproduzione che l'omosessualità. Come ciascun individuo dà senso alla propria sessualità è un fatto individuale che può dipendere da molti fattori. 
    Considerare questo o quel comportamento come una perversione dipende soltanto da quanto siamo capaci noi di tollerare le differenze rispetto al nostro sistema di valori.
    Se poi ad obiezione di questa mia opinione si porta il gruppo di malattie mentali che rientra nelle parafilie (pedofilia, feticismo, sadismo ecc), ci tengo a ricordare che questi disturbi comportano sofferenza sia in chi ne soffre che nelle persone che lo subiscono, cosa che non si può dire dell'omosessualità.

  2. todikaion

    Ho visto sommariamente cosa si intende per sociobiologia, in pratica, mi dica se sbaglio, i comportamenti che consentono un maggiore adattamento sono destinati a perpetuarsi nelle generazioni successivi.
    Magari io non la conosco, ma gli scienziati dello zoo di Toronto sì e infatti hanno optato per separare i pinguini. Ora io non ho contestato l'analisi della natura, ma il riduzionismo di far dipendere tutto dai geni con teorie non dimostrate.
    Riguardo il senso da dare alle cose proprio i comportamenti degli animali ne hanno di totalmente diversi rispetto a quelli simili (non gli stessi) degli esseri umani. Ho già fatto l'esempio di comportamenti animali che a noi ripugnano. Inoltre la natura ha il suo cuore nella riproduzione tutto ciò che se ne stacca non può che essere contronatura. Se alleanze tra animali dello stesso genere oppure rituali di sottomissione possono avvenire è perchè sono comunque finalizzate alla conservazione. Quindi nessuna omosessualità perchè sarebbe opposta alla riproduzione (e sì se non venissero da genitori eterosessauli gli omosessuali non esisterebbero, almeno converrà), ma comportamenti con significati diversi. Io non sto facendo altro che applicare quel senso alle cose che per lei contraddistingue l'uomo, invece di sovrapporle semplicemente come fa lei. Le porto però la vera differenza tra animali e esseri umani ed è quella che i primi sono liberi, non  condizionati dal mero dato naturale (quindi anche se lei mi dimostra che l'omosessaulità è naturale, ed è un pò difficile visto che contraddice due leggi fondamentali, quella della riproduzione e quella dela conservazione, non è ancora abbastanza) e infatti possono discernere e seguire sempre ciò che è bene da ciò che è male. Ora lei dice che le parafilie (dove fino a qualche anno fa figurava pure l'omosessaulità) sono diverse dall'omosessualità, perchè portano alla sofferenza. Non si chiede perchè lì c'è sofferenza?
    Bene io le dico molto più generalmente che l'omosessalità mai potrà portare alla vera realizzazione affettiva, per dei motivi molto chiari che sono insiti nel rapporto complementare dei sessi . Questo con tutte le acrobazie verbali di cui è capace è un dato di fatto incontrovertibile.
    Un saluto e grazie per il bello spunto (un pò meno saccenza, non so perchè ma è un vizio che riscontro confrontandomi con questo tipo di interlocutori).
    P.s. Anche a me pisce kung-fu Panda

  3. anonimo

    NathalieFinch il discorso è molto più semplice.

    Quando si dice che è perverso essere omosessuali, e tante altre cose, è perché ai fini della spiritualità tali atti sono nefasti.

    Non è l'omosessualità il problema in sé, che è un vizio esistente come l'ubriacarsi, il drogarsi od il lasciarsi bruciare dal demone della lussuria ( indipendentemente dal proprio orientamento ) e che sussisterebbe sempre e comunque e che , paradossalmente , è bene che possa accadere dacché il peccatore non è tale se non pecca, ed il suo merito è nel riuscire ad evitare il peccato, peccato che deve aver provato in una qualche sua forma, per definizione.Ciò lo scrivo non perché tali atti siano giutificabili, ma perché comprendere la natura umana e le sue debolezze è imperativo per ogni credente.

    Difatti il problema verte sul voler dare un riconoscimento illegittimo ai vizi rendendoli equiparati alle virtù, un'equivalenza impossibile a-priori ed il cui risultato è fomentare delle ideologie scisse da ogni verità ed utilità , non solo esteriore ma anche interiore, le quali hanno dimostrato di traghettarci con grande efficacia verso il disordine, di cui gli atti politici sovversivi quali , PACS, divorzio, aborto e via discorrendo sono solo gli ultimi epifenomeni…

    Inoltre il concetto di cultura che esprimi sembra l'illogica opinione marxiana di sovrastruttura, come se l' umanità fosse una semplice tabula rasa su cui imprimere ciò che si voglia.

    Per quanto mi riguarda, l'essere umano assomma in sé le qualità di tutte le varietà animali, vegetali , metalliche.
    La differenza consiste nella coscienza ed evidentemente per l'homo valgono cose che sono inapplicabili agli inferiori , in misura via via maggiore quanto la diversità è tale.
    E' per questo che l'emozionabilità animale è la più immediata caratteristica all'umanità, ma ridurre l'homo all'animale è del tutto scorretto.
    Non che il sentimento sia deprecabile, semmai il sentimentalismo ideologico che proponi  lo è, essendo un falso costrutto.

    Ancora: un individuo ormai votato al male , la cui propensione giunga ad essere irreversibile, si sentirebbe a disagio ad essere onesto e nel non poter opprimere l'altro; di casi di questo genere abbiamo notizia.
    Ciò dimostra che "il grado di sofferenza" non è un metro valido per giudicare in sé un atto ed i suoi effetti, sia che questa ci sia sia che non ci sia e non ha nulla a che fare con la scala di valori che non è determinata da convensionismi od opinioni.
    Convengo che spesso detrminate reazioni dipendono dal proprio grado di prudenza : spesso alcune reazioni repressive o rigoriste sono determinate anch'esse da un sentimento mal disposto e mal controllato, ma è evidente che ciò è un'eventualità tangenziale a ciò di cui trattiamo e non inerente in sé.

    saluti, daouda

  4. anonimo

    Bentornato Da!
    A.
    Oggi c'è una formazione sociale in sede se vieni, ciao.

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.